CONSIGLIO COMUNALE - VIDEOCRONACHE 2012

 

Seduta del 12 marzo 2012

LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA

La seduta del Consiglio Comunale del 12 marzo (finalmente convocata, dopo una lunga pausa che ha prolungato la sosta natalizia fin quasi a Pasqua) si è aperta nell’ormai consueto clima di tensione, alimentato dalle reiterate denunce del Consigliere Anselmo e dalle dimissioni dell’assessore Rizza e del Consigliere Cuvello, inevitabili dopo che sono diventati di dominio pubblico i contatti da loro intrattenuti con personaggi dalla fama assai dubbia, implicati - a quanto pare - negli attentati incendiari dell’estate scorsa.

La sala consiliare era gremita di pubblico, di tutte le tendenze e fedi politiche. Mancavano solo “Aria Pulita” e “Rozzano 5 stelle”: su questo dato di cronaca e sulle sue conseguenze politiche torneremo, sviluppando una breve riflessione, alla fine di questo intervento.

Prima del Consiglio, le forze di opposizione si erano riunite per discutere sul comportamento da tenere in aula: ne era emerso il disaccordo di cui daremo conto riferendo su quanto è successivamente accaduto.

In apertura, nello spazio riservato alle “comunicazioni”, che il Presidente D’Errico ha molto dilatato nei tempi (rispetto alla mezz’ora prevista dal regolamento del Consiglio), si sono succedute le varie dichiarazioni delle forze politiche, le precisazioni del Sindaco, frequentemente interrotto, durante il suo intervento, dalle intemperanze del Consigliere Anselmo.

In tale contesto ho ritenuto di dover cogliere e valorizzare alcune “aperture” del Consigliere capogruppo della lista civica “Rozzano per D’Avolio”, che sembra voler assumere il ruolo di voce critica all’interno della maggioranza e di “pontiere” verso le forze di opposizione che considera non pregiudizialmente ostili; ho voluto poi ricordare che, essendomi candidato nel 2009 alla carica di Sindaco, intendo offrire in Consiglio un contributo critico al governo della Città; ed è coerente con questo obiettivo il superamento di un clima barricadiero che irrigidisce le posizioni e impedisce ogni dialettica costruttiva. Ecco il mio breve intervento.

comunicazione

Superate le rumorose contestazioni alla capogruppo del Partito Democratico, consigliere Busnari, malcapitata voce recitante di un (troppo) lungo comunicato di solidarietà alla Giunta Comunale, abbiamo registrato una mesta dichiarazione del Consigliere Piconese (grigio e dimesso, del tutto dimentico dei toni arguti e spiritosi che - non sempre a proposito - è solito adottare) che in difesa del “suo” ex-Assessore Rizza ha annunciato che la sua forza politica aveva - non so a che pro - incaricato un legale.

Tuttavia, l’annuncio più importante della serata è venuto dal P.D.L., la cui pattuglia di Consiglieri si è drasticamente ridotta  ad annoverare Ferretti (capogruppo), Gagliardi, Maiolo, Coniglio (già appartenente alla lista civica “Uniti per Rozzano”, ora approdato al centrodestra), mentre Barbera, Moro e Caraccini hanno costituito un gruppo consigliare autonomo.

Dopo le prime battute della discussione del primo punto all’ordine del giorno, cioè il mandato al Sindaco affinché sottoscriva un protocollo di intesa con la Prefettura per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose, hanno via via abbandonato la sala (in segno di protesta), i Consiglieri del P.D.L., Anselmo e Mario Capriglione, esponente della lista civica “Io amo Rozzano” (sostenitrice nel 2009 della candidatura Malinverno), e gran parte del pubblico.

Da lì in poi, il Consiglio è proseguito con la presenza del Partito Democratico, dei Consiglieri del gruppo “Rozzano per D’Avolio” e, per le opposizioni, dei Consiglieri Caraccini, Gabriele, Masropaolo, Moro, Parma, Perazzolo e Valli (Barbera era assente per grave lutto familiare).

 Forse perché eravamo tutti stanchi delle urla e della tensione delle sedute precedenti e della fase iniziale di quest’ultima, il clima è di colpo cambiato ed è iniziato (finalmente!) un civile confronto di idee. In questo contesto si è inserito il mio intervento sul “procollo d’intesa” di cui sopra: da votare all’unanimità, ovviamente (chi può essere favorevole alle infiltrazioni mafiose?), ma non senza rimarcarne le intrinseche contraddizioni.

Protocollo antimafia - 12 marzo 2012

Nel nuovo clima di “bon ton” che si è instaurato, si sono condivise modifiche “bipartisan” all’ordine del giorno e si è finalmente dato avvio allo “smaltimento” delle decine di punti all’ordine del giorno accumulatisi nel tempo.

Per la cronaca, è stata trattata, purtroppo ad ora tarda, la mia mozione sul disagio patito dai cittadini del quartiere Alboreto, causato dal sordo rumore della vicina centrale di teleriscaldamento. Udite le ampie spiegazioni dell’Amministrazione (formulate in risposta, anche, a un’interrogazione del consigliere Mastropaolo), ho ritenuto di dover ritirare la mozione.

È chiaro: a causa delle note vicende estive, la maggioranza ha preso una brutta scoppola, che ha fatto sfumare la sua orgogliosa presunzione di autosufficienza. Ora si cercano sponde nell’opposizione e si lanciano passerelle verso le forze ritenute, a torto o a ragione, più inclini al dialogo. Forse anche il clima più solidale e dialogante che si registra a livello nazionale non è ininfluente anche nel nostro piccolo contesto. Staremo a vedere, e soprattutto cercheremo di condizionare, per quanto è possibile con le nostre modeste forze,  le scelte dell’Amministrazione.

Concludo questo lungo intervento con alcune brevi considerazioni sulla “latitanza” degli ex militanti di “Aria Pulita” e “Rozzano Cinque Stelle”. A loro sono sempre debitore per il loro generoso sostegno nella campagna elettorale del 2009, assicurato alla mia candidatura nonostante l’alta probabilità che alla fine sarei stato io l’unico eletto: sostegno, dunque, del tutto disinteressato, gratuitamente offerto, e che ha portato le nostre liste civiche a un successo elettorale senza precedenti nella nostra Città.

Inoltre, sul piano umano quella campagna elettorale mi ha fatto acquisire nuove amicizie, rapporti personali che perdurano nel tempo.

Conoscendo direttamente queste persone, so bene che i loro impegni, siano essi legati alla vita professionale o  familiare, rappresentano un impedimento concreto e reale al mantenimento degli impegni che sempre volonterosamente si dichiarano durante la campagna elettorale, quando la passione si ravviva e si ridestano forze latenti in ciascuno di noi.

Consapevole di ciò, non rimprovero nulla a nessuno, né sarei in alcun modo legittimato a farlo. Questo sia chiaro: ma sia altrettanto chiaro che, muovendomi in autonomia e senza dialettica con una “base”, potrò forse fare scelte sgradite a qualcuno.

In particolare, temo che la linea di comportamento che ho adottato, e che sicuramente si coglie in filigrana negli interventi che ho qui registrato e riportato ed è improntata alla valorizzazione delle opportunità di dialogo e di positiva interazione fra le varie forze che si confrontano in Consiglio, può forse dispiacere a qualcuno.

Su questo sono sempre disponibile a discuterne e a confrontarmi.

Grazie dell’attenzione e tanti saluti a tutti.