Mercoledì 21 aprile, il supplemento “Lombardia” del “Sole24Ore” ha dedicato ampio spazio (a pagina 8) al costruendo inceneritore di Milano-Rozzano-Opera, titolando: “Podestà salva il piano Penati: l’inceneritore nel Parco Sud”.

Il titolo fa sbrigativamente giustizia dei capziosi distinguo con i quali si tenta di giustificare e scagionare Filippo Penati (lo ha fatto anche Massimo D’Avolio in Consiglio Comunale), che, sotto pena di mancata approvazione del suo Piano Provinciale del 2008 da parte della Regione Lombardia, ha dovuto declassificare da "escludenti" a "penalizzanti" le condizioni ostative per la costruzione nel Parco Sud del famigerato impianto: tanto può il linguaggio oscuro della politica!

Ho sentito con le mie orecchie le parole dell'ex presidente della Provincia a Pieve Emanuele, quando, alla vigilia della campagna elettorale amministrativa, si paventava la dislocazione dell’inceneritore a Pizzabrasa. Il messaggio era: nel Parco Sud l’inceneritore si può fare, ma se votate per me non si farà: si ammodernerà l’impianto di Sesto San Giovanni. 

Cosa sarebbe accaduto se avesse vinto le elezioni, non sarà mai dato sapere, visto che le ha perse, e al nuovo presidente Podestà non è parso vero poter dare il via alla costruzione  dell’impianto, fortemente voluta dal Sindaco di Milano, addossandone a Penati la colpa (o, ironicamente, il merito: “Sarebbe assurdo se ogni volta che cambia una Giunta si buttasse all’aria il lavoro fatto da chi ha governato prima”; “È stato lo stesso Piano varato dal commissario Penati a non escludere la possibilità di costruire un impianto nell’area del Parco Agricolo Sud Milano”: queste, infatti, sono le dichiarazioni  “virgolettate” che “Il Sole” gli attribuisce).

“In ogni caso - prosegue l’articolista del “Sole” - la strada che sarà seguita sarà quella di assicurare che l’area prescelta possa rispondere a canoni di accessibilità logistica, possibilità di utilizzo di teleriscaldamento e adeguata distanza dai centri abitati, “pur non dimenticando (è Podestà che ce lo ricorda) l’esperienza di impianti all’estero come Vienna e Amsterdam, semicentrali rispetto alle città”.  

Bene, se qui tiriamo le somme, verifichiamo che, guarda caso, Rozzano racchiude in sé tutte le condizioni indicate come favorevoli all’insediamento: il nuovo svincolo autostradale a servizio del Centro Commerciale Fiordaliso (così, almeno, si diceva…) che risolverà il problema dell’accessibilità viabilistica, gli enormi investimenti dell’amministrazione nella rete del teleriscaldamento, la prevista dislocazione non lontano dai centri abitati...

Troppe coincidenze, per pensare che siano casuali! L’ho già dichiarato in Consiglio Comunale: solo l’inceneritore può rendere conveniente ed economicamente sostenibile il faraonico progetto del teleriscaldamento rozzanese: e, guarda caso, l’ordine del giorno proposto in Consiglio dalla Giunta Comunale per dire “no” all’insediamento dell’inceneritore non contiene nessun impegno a restar fuori dalla gestione dell’impianto e a non allacciare rapporti commerciali con essa. 

L’Amministrazione continua a negare e a smentire: fino a quando? La risposta è facile: fino a quando si dirà costretta, per il bene della Città e per la salvaguardia del livello qualitativo dei servizi erogati alla cittadinanza, a venire a patti con il demonio. Scommetto la testa che andrà proprio così.