Qualche parola in più sul mancato "firma day"

Non abbiamo voluto infierire, e nel consiglio comunale del 14 dicembre abbiamo rinunciato a commentare il mancato rilascio del permesso di occupazione del suolo pubblico richiesto per domenica 13 dicembre, al fine di iniziare a Rozzano la raccolta delle firme per la presentazione della Lista a Cinque Stelle per le prossime elezioni regionali.

Non l'abbiamo fatto perché, prima dell'inizio della riunione il Responsabile dell'Ufficio Tecnico, arch. Panzarino, è sceso nell'aula consigliare appositamente per chiarirci che il mancato rilascio del permesso è dovuto allo sciopero dell'11 dicembre. Gli abbiamo creduto e gli crediamo, consideriamo quindi chiuso l'incidente e non ci dilunghiamo in "dietrologie" presumibilmente inconsistenti.

Tuttavia occorre pur sempre qualche precisazione, dato che lo stesso Panzarino ha risposto alle e-mail di protesta proponendo alcune considerazioni discutibili.

In primo luogo: è vero che la data di presentazione è di poco anteriore a quella per la quale era richiesto il permesso, ma proprio la prima cosa che ho chiesto presentandomi al CIRP giovedì 10 mattina ha riguardato proprio i tempi. L'addetta mi ha rassicurato del rilascio "oggi stesso, al massimo domani", per cui delle due l'una: o pretendiamo il rispetto dell'inverosimile anticipo di 30 giorni (?), per tutti, naturalmente, "compresi PDL e PD meno L", oppure, se facciamo eccezioni, facciamole per tutti: lo sciopero era largamente previsto, e quindi si sarebbe potuto concludere il tutto a monte del medesimo.

La soluzione più corretta sarebbe invece quella di abbreviare i termini a un livello ragionevole, che consenta di coniugare le esigenze di celerità poste dalle formazioni politiche con i tempi burocratici degli uffici, fra i cui incerti ci può ben essere l'esigenza di assorbire una giornata di sciopero.

Malignamente, potremmo domandarci se le cose sarebbero andate allo stesso modo (sciopero o non sciopero) se la richiesta avesse riguardato il Partito Democratico, ma lasciamo perdere.

Dice poi Panzarino che "nessuno del movimento richiedente ha avuto cura di informarsi dello stato del procedimento". Domando: perché mai avrebbe dovuto farlo? Le pratiche hanno un "iter" definito o sono fatte a fisarmonica, per cui se la richiesta è di un mite uomo qualunque lo si fa aspettare una vita, mentre se di un arrogante petulante che urla, ringhia e sollecita, allora lo si accontenta?