REQUIEM PER I BIMBI DI SAN GIULIANO

 

 

Noi, che abbiamo il privilegio di lavorare e studiare in edifici moderni e ben tenuti, non possiamo mancare di dedicare almeno un pensiero, un istante di raccoglimento, a quei bimbi di sei anni che a scuola hanno trovato, anziché la gioia della scoperta, una morte assurda ed evitabile.

Ma si capisce, dare a quei bambini una scuola nuova, sicura e decorosa sarebbe costato troppo: e forse non si sarebbe nemmeno riusciti a costruire quel bel palazzetto dello sport dove le loro bare bianche stanno ben allineate.

Forse, per pagare un progettista meno sprovveduto, si doveva rinunciare agli addobbi della festa del paese, alle salamelle grigliate e ai fuochi d’artificio: farne a meno per la scuola? Ma che siamo impazziti?

Forse, perché le casse del comune reggessero il peso di un mutuo per la costruzione di una nuova scuola, bisognava chiedere uno sforzo ai cittadini e aumentare le imposte comunali: ma noi le tasse non le vogliamo più pagare, l’uso sociale del nostro denaro non ci garba per niente e i nostri quattrini vogliamo goderceli noi. Solidarietà, tutela delle nuove generazioni? No; DVD e televisori, automobili e motorini, PC e telefonini: perché gli acquisti di paccottiglia tecnologica fanno girare il mulino dell’economia globale, una scuola nuova e tinteggiata di fresco no, o comunque molto meno.

Noi soffochiamo di attenzioni i nostri figli, li circondiamo di oggetti e li priviamo di futuro. Li trattiamo da reucci nelle nostre case, ma poco ci importa che la scuola in cui li mandiamo sia malmessa e pericolante, con i muri imbrattati e gli intonaci che si sfarinano; una scuola che, se anche non uccide, distrugge la voglia di imparare, incoraggia il vandalismo e mortifica la dignità di chi ci lavora: è così difficile capire quali saperi, quali interessi culturali, quale futuro si costruiscono in questo modo?

Adesso che si avvicina il sozzo trescone del natale pagano, sarà bene riflettere sulla sensazione, che tutti gli anni ci coglie, di essere in un meccanismo che ci sovrasta ma che in fondo non vogliamo. Se mai ne sia mancata l’occasione, oggi sono i bimbi di San Giuliano a chiederci questo sforzo di dignità: quegli angioletti che non avevano mai espresso il desiderio di mettere le ali, e volevano invece vivere serenamente l’inizio della loro avventura sulla terra.

2 novembre 2002