RIMPASTO E MANI IN PASTA

Incurante del grottesco, il Consigliere di maggioranza Marco Masini plaude alla “sensibilità istituzionale” che ha indotto l’Assessore Rizza e il Consigliere Cuvello alle dimissioni dalle rispettive cariche; dimissioni che il sito istituzionale del Comune attribuisce a non meglio precisati “motivi personali”, con tanti auguri per il futuro professionale degli interessati.

Finalmente si muove qualcosa, dopo che Rizza e Cuvello per lungo tempo hanno reagito impassibili (è il caso di Rizza) o minacciosi (Cuvello) alle accuse loro mosse da più parti: accuse (temo) ben fondate.

Nel determinare la loro decisione di uscire di scena, è stato sicuramente decisivo il loro coinvolgimento nell’oscuro affare della sala giochi, che pare sia all’origine dei noti attentati estivi agli esercizi commerciali dei Consiglieri Anselmo e Cuvello: quest’ultimo si adoperava (complice o intimidito?) del tentativo di appellarsi al Sindaco; l’Assessore e Vicesindaco, dal canto suo, suppliva rassicurando chi di dovere a nome del Sindaco che prudentemente si negava.

Che la malavita contigua all’Ammnistrazione fosse più o meno “organizzata”, poco importa: si tratta comunque di frequentazioni imbarazzanti ed equivoche, che, grazie a patti e alleanze a tutt’oggi non chiariti, hanno garantito, sì, la rielezione di D’Avolio al primo turno, ma hanno invischiato l’Amministrazione Comunale in una ragnatela in districabile di interessi privati contrapposti, sostenuti e propugnati in sedi extraistituzionali o - peggio - nell’atrio della Sala Consigliare, utilizzando tutti i dialetti della punta e del tacco dell’Italo Stivale.

Ora attendiamo di conoscere le decisioni del Sindaco e delle forze politiche che lo sostengono, per quanto riguarda l’inevitabile “rimpasto” della Giunta Comunale; vedremo anche (quando, non si sa) chi succederà a Cuvello in Consiglio Comunale. Il Consiglio è in vacanza da prima di Natale; forse si sta tentando la costruzione di un inedito e ardito “ponte” fra Natale e Pasqua. Il Presidente del Consiglio, pavido e complice, si presta al gioco, e costringe la Città intera ad attendere ancora; ma la conclusione di questa poco edificante fase della politica cittadina non è lontana, e non sarà certamente un “rimpasto”, per quanto affidato a mani esperte, ad impedire che la crisi maturi.